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I FARMACI GENERICI IN EUROPA
2) I benefici economici dei farmaci
generici
L’accesso ai medicinali per un sempre maggior numero di pazienti,
grazie all’avvento dei generici, porta quattro tipologie di benefici: 1) Prezzi
ridotti; 2) Stimolo alla concorrenza; 3) Maggiori risorse per l’innovazione; 4)
Creazione di nuove ditte farmaceutiche:
1. Riduzione dei prezzi.
Il risparmio generato con prezzi più bassi, rende economicamente fattibile, per i sistemi sanitari nazionali, mettere a disposizione tutti i farmaci, limitando la compartecipazione di spesa del cittadino allo stretto necessario. Le riduzioni di prezzo sono realizzate in due sensi:
Generici: promuovono la concorrenza e abbassano i prezzi. Ranitidina – un farmaco popolare per il trattamento dell"ulcera ![]() Fonte: EGA european Generc Medicines Association
2. Stimolo alla concorrenza e maggiori risorse per l’innovazione.
Un tema di carattere diverso, ma comunque connesso al potenziale impatto dell"incremento dell’uso dei farmaci generici, concerne l’evoluzione degli investimenti per la ricerca, che risultano vitali per lo sviluppo della sanità moderna e per la cura delle patologie più gravi, oltre che per la capacità di innovazione del sistema economico nel suo complesso. È solo da un cospicuo impegno in R&S che è possibile attendersi l"individuazione di nuove molecole e la capacità di aggredire in modo efficace anche patologie oggi inguaribili. Il legame tra lo sviluppo dei generici e spesa per ricerca e sviluppo non è di facile interpretazione, ma rappresenta un punto cruciale. Un monopolio permanente sui prodotti farmaceutici fornirebbe pochi incentivi alle aziende “griffate” per investire in innovazione e ricerca. Come in tutti i settori, la concorrenza è uno stimolo importante verso l’innovazione. È importante notare che gli USA sono il paese con il più alto tasso di innovazione farmaceutica globale. È inoltre il paese che gode di uno dei più alti tassi di penetrazione generica (+60% in volume) e vanta una storia di campagne di sensibilizzazione governative sull’uso dei generici. La maggiore concorrenza nel settore farmaceutico fuori brevetto negli USA, generatasi con una combinazione di leggi sul diritto alla sostituibilità del farmacista, sull’approvazione rapida dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei generici, autorizzando la ricerca e sviluppo pre scadenza brevetto, ha portato ad un massiccio aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo delle aziende americane. Questo ha portato, conseguentemente, al miglioramento della loro posizione competitiva come innovatori farmaceutici sullo scenario mondiale. L"approvazione di queste disposizioni nella metà degli anni ‘80, corrisponde esattamente al crescere della spesa su R & S negli USA, che risulta significativamente cresciuta come percentuale sul PIL. La classifica dei paesi con maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, conferma la preponderanza degli Stati Uniti.
![]() Fonte:
“Quali prospettive per il settore farmaceutico in Italia?”
Università
Bocconi, a cura di M. Dallocchio - L.L.Etro - Gennaio
2007
![]() Fonte: EGA, European Generc Medicines
Association
Reazione delle aziende originators dopo introduzione della Legge Hatch-Waxman sui farmaci generici. Spesa USA su R&S, finanziata dalle aziende farmaceutiche: 1970-1998 La situazione in Italia ed in Europa, è differente nelle proporzioni ma, come identificabile dalla figura 5, del tutto similare nel trend. Dal 2001, anno di introduzione della legislazione sulla commercializzazione e rimborsabilità dei generici, gli investimenti in R&S hanno ripreso vigore in una generale tendenza alla crescita. A partire dal 2002 la crescita delle spese R&S farmaceutica è stata del 35,9%, superiore alla crescita del fatturato totale (+25,0% farmacia + ospedale) e anche alla crescita della spesa R&S del totale dell’economia italiana (+30,0%). I dati infatti, mostrano ancora che la ricerca è sostenuta in gran parte dall’industria farmaceutica. ![]() Fonte: Farmindustria, “Indicatori Farmaceutici 2008” (pag. 92)
D’altra parte però, sul fronte prezzi, i prezzi ex factory sui prodotti farmaceutici innovativi risultano inferiori in Italia, rispetto a quelli in vigore nei nostri principali partners europei (con l’eccezione della Spagna). Ciò, insieme al fatto che il mercato dei generici è meno sviluppato che negli altri paesi, porta a concludere che la regolazione del mercato in Italia risulta nei fatti troppo poco incentivante dei farmaci innovativi, con risultati negativi in termini di localizzazione nel nostro paese delle attività di R&S e di eligibilità dell’Italia come paese referente per la procedura di registrazione centralizzata europea. Troppi in Europa ancora pensano che la concorrenza generata dall’ingresso dei generici sul mercato, significhi solo “brutte notizie” per i farmaci originators. Politici ed esperti di economia sanitaria, ora vedono la crescente concorrenza generica dopo le scadenze di brevetto come uno strumento importante per la promozione della concorrenza, dell"innovazione e dell"occupazione nell’UE. Come discusso precedentemente, i monopoli permanenti sui prodotti farmaceutici forniscono pochi incentivi per sperimentare nuovi farmaci. La concorrenza è uno stimolo importante all’innovazione. Ciò viene confermato ampiamente dall’esperienza degli Stati Uniti, dove, l’investimento in R & S è aumentato notevolmente dopo la crescente concorrenza esercitata dai farmaci generici equivalenti verso la fine degli anni 80. Ciò a sua volta ha provocato il successo negli anni ‘90, uno dei periodi più brillanti per l’invenzione farmaceutica, delle aziende statunitensi che superano le aziende europee per numero di nuove entità chimiche introdotte. Effettivamente l’Europa detiene il record di durata delle protezioni brevettuali, specialmente dopo l’introduzione delle nuove disposizioni sull’esclusività dei dati, introdotte con la legislazione farmaceutica UE adottata in 2004. Le ragioni del ritardo in innovazione da parte dell’UE sono da ricercare in diverse ragioni. Queste includono inutili ritardi nell"accesso al mercato, riduzione dei margini di profitto a causa delle importazioni parallele, mancanza di rapporti tra la ricerca universitaria e quella industriale ed infine, la mancanza di investimenti pubblici in ricerca farmaceutica. Il richiamo a questi problemi e l’impegno ad incoraggiare la concorrenza generica avvantaggeranno non solo i pazienti dell"UE, ma anche la competitività economica sia per gli originators sia per le industrie generiche. Considerando i 13 miliardi di € risparmiati annualmente in Europa acquistando farmaci generici equivalenti, i Servizi Sanitari Nazionali avranno a disposizione maggiori risorse per acquistare i farmaci più innovativi e costosi, rendendoli accessibili ad una più vasta fetta della popolazione. L’esempio inglese, dove i generici sono una tradizione consolidata, mostra come i generici contribuiscano a soddisfare la richiesta di medicinali fino al 50% dei volumi, ma contando sulla spesa farmaceutica per il 20% dei costi complessivi. UK- L’impatto dei generici ![]() Fonte: EGA european Generc Medicines Association
3. I generici favoriscono la nascita di nuove aziende farmaceutiche.
La ridotta dipendenza dalle grandi multinazionali farmaceutiche in materia di approvvigionamento dei medicinali che così si viene a sostanziare, crea inoltre un valore aggiunto. Parecchie aziende genericiste non solo sviluppano gli equivalenti generici, ma sviluppano nuove formulazioni e regimi di dosaggio, nuovi sistemi di stoccaggio e distribuzione. In più, anche se in piccola parte, alcune aziende generiche hanno continuato a sviluppare nuove molecole. |
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